Tartana

(Rete a strascico)

La tartana è un'imbarcazione a vela dotata di un unico albero a calcese con vela latina alle volte affiancata da un fiocco. Quando le tartane erano armate con vela quadra, questa veniva indicata come "trevo". Il nome è usato anche per indicare un tipo di rete da pesca. La tartana generalmente aveva una lunghezza di 16–20 m (fino a 25 secondo altri autori) e un coefficiente di finezza circa 3,5. Veniva spesso utilizzata nel passato sui mari italiani prevalentemente per il cabotaggio e la pesca. Presenta una stazza media dalle 30 alle 60 tonnellate

Le tartane hanno operato nel Mediterraneo occidentale dal Medio Evo fino all'avvento delle navi a motore. Secondo alcuni studiosi, sulla base di analisi anche linguistiche e letterarie, sarebbero di origine catalana o provenzale e sarebbero state inizialmente di piccole dimensioni. Il termine però è presente anche nella lingua occitana, dove ha anche il significato di poiana, e la presenza di questo tipo di imbarcazione è registrata in quell'arco di mare fra la Catalogna e la Linguadoca in cui pochi e omogenei erano i tipi di imbarcazioni adibiti alla pesca.

Nell'Ottocento le tartane erano di solito configurate con un albero a calcese, portante una vela latina e uno o due fiocchi; era quasi sempre presente anche una piccola vela quadra da spiegare in caso di maltempo.

Durante la pesca le tartane potevano essere combinate, navigando in coppia, per il traino della rete per la pesca a strascico (più propriamente pesca "a spontiero"), prendendo il nome di paranze.

In Adriatico il nome di tartana è stato usato per indicare imbarcazioni lievemente diverse, più simili al bragozzo che non all'imbarcazione più nota nei quadranti occidentali che per questo è anche detta, accademicamente, "tartana occidentale", mentre secondo il Boerio, per quelle adriatiche è comune la locuzione "tartana pescareccia". Ciò si deve all'arrivo su questi mari, all'inizio del Seicento, di pescatori provenzali che introdussero il metodo di pesca poi detto in loro ossequio "alla trattana" (o "alla tratta").

Ebbero qualche sviluppo anche scafi derivati, come la mezza tartana e il tartanone (di circa 100 tonnellate), dal quale a loro volta discendevano (in ordine decrescente di stazza) la tartanetta, la tartanella, il tartanoncino e la tartanina. La tartana, nelle sue varianti, divenne familiare all'ambiente marinaro adriatico e nelle baruffe chiozzotte di Goldoni (1762) un ruolo centrale è affidato proprio ad un padrone di tartana (Padron Toni), registrando anche per queste rive la diffusione sociale di questa figura.

Come negli altri mari, la tartana si avviò verso un progressivo declino alla fine dell'Ottocento, quando, ad esempio, delle 150 tartane censite a Chioggia nel 1784, ne restavano armate soltanto 2, le altre essendo state rimpiazzate principalmente dai più economici bragozzi.

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